Il prossimo 29 settembre 01 Distribution porterà in sala “Dante” di Pupi Avati, prodotto da DueA Cinema e Rai Cinema, che lo scorso 16 giugno è stato presentato in anteprima istituzionale all’Auditorium della Conciliazione in Roma, alla presenza acclamatissima del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La prima specificazione è che non si tratta di un documentario, ma di un film che affida all’intensa interpretazione di Sergio Castellitto il viaggio (o forse si potrebbe dire il pellegrinaggio) del chierico e letterato Giovanni Boccaccio, svoltosi nel 1350 dalla Firenze richiedente perdono alla figlia di Dante Alighieri, alla Ravenna ove ella, suor Beatrice, soggiornava presso il convento di Santo Stefano degli Ulivi. Qui, dunque, non si specificherà l’esito finale dell’ambasceria.

Ciò che invece è possibile segnalare a lettori e lettrici di The StudyCam è che il sogno ventennale del più poetico regista del cinema italiano, confessato dallo stesso Pupi Avati nella breve presentazione del lungometraggio pronunciata in sala, ha dato vita ad un racconto intenso, che non manca di indagare da più punti di vista le espressioni della grandiosità della personalità di Dante Alighieri.
Il dualismo tragico tra la spiritualità dell’amore angelicato per Beatrice e la caratteristica terragna del desiderio di lei attraversa l’intera narrazione, toccando apici in due momenti con note pulp, rintracciabili allorquando il Sommo Poeta, interpretato da Alessandro Sperduti, sogna l’amata Beatrice (Carlotta Gamba) intenta a cibarsi del cuore nel sogno che, come noto, fornirà ispirazione al primo sonetto della sua enorme produzione, “A ciascun’alma presa e gentil core”, contenuto nella “Vita Nova”; o nella visione della stessa Beatrice, su letto di morte, ma rediviva, durante l’amplesso consumato con una prosperosa ospite (interpretata da Morena Gentile) durante il faticoso esilio.

Ambivalente è anche il Dante politico, che abbraccia la fazione bianca dei guelfi, per rappresentare le istanze dei ceti popolari, pur dopo aver fatto grandi sacrifici per combattere da cavaliere nella guerra coi ghibellini aretini, raccontata in tutta la sua crudezza. Lancinante è la contraddizione interiore al momento della condanna all’esilio, comminata da Priore, comminata all’amico fraterno e Cavaliere Cavalcanti.
Struggente la dialettica interna al Dante uomo di fede, perfettamente rappresentata dal dialogo proposto tra lo stesso Boccaccio e l’Abate di Vallombrosa, interpretato da Alessandro Haber, al cospetto di una delle copie faticosamente e costosamente tramandate in monastero dell’opera dantesca, contenente una delle sferzanti accuse alla Chiesa del XIV secolo, che al Sommo Poeta costarono lo status di eretico ben prima che la sua “Commedia” fosse denominata “Divina”.
Non dubitando del valore didattico dell’opera, sostenuto dallo stesso Avati, c’è da augurarsi che, oltre al successo in sala, il film possa avere una copiosa diffusione scolastica.
Di Andrea Sgrulletti


Attendo molto questo film, perché parla di uno dei personaggi più importanti della nostra cultura, diretto anche da uno dei migliori registi che ci siano nel nostro Paese. Solo a guardare dalle immagini del trailer si possono notare una regia e una fotografia davvero ottima, così come degli ottimi costumi. Spero vivamente che facciano qualcosa per aiutare il film nella sua distribuzione e ad avere un grande successo.
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