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Netflix e gli anni ’80

5 serie tv originali Netflix che ci immergono nel decennio dell’effimero

Con i vari cambiamenti affrontati dal cinema, si è arrivati al punto di dover ripensare l’ambiente cinematografico per adattarlo a quelli che sono i nuovi dispositivi e i nuovi mondi interattivi sui quali le persone interagiscono. Oggi si parla di condizioni non stabili per la ricezione sociale del medium: si parla di meta-medium, cioè la coesistenza di tutti i media tradizionali che perdono i loro confini.

A questo punto l’esperienza spettatoriale è completamente trasformata. La fruizione e le produzioni non avvengono più secondo schemi tradizionali e in luoghi identificabili (posso vedere un determinato film su più piattaforme e in tempi diversi, in differenti schermi di varie dimensioni). L’apparizione di una tecnologia apre la strada a una serie di nuove possibilità.

Questa nuova dialettica tra immagini può essere ricollegata ai dispositivi tecnologici usati per vederla o produrla: l’home video o il VHS ne è un esempio valido. La natura di quest’ultimo lo rende deteriorabile e facilmente modificabile da parte del regista. Qui si parla della cosiddetta technostalgia, una pratica sempre più comune nel panorama odierno. I molti film contemporanei si associano a questa pratica: quello che avviene è proprio la rilocazione di una miriade di supporti e relativi formati dell’immagine. Si crea quindi una dialettica tra un nuovo modello di visione (ad esempio l’alta definizione) e una riflessione sulla così detta tecnologia obsoleta. Questa pratica si ritrova alla base di molte produzioni di Netflix: la piattaforma che ha introdotto un differente modo di pensare il cinema, si rifà al passato per elaborare questa visione innovativa e in qualche modo, rifletterci sopra.

Subito, pensando a tecnologie obsolete come il VHS ci viene in mente un periodo storico preciso, diventato oggi parte del mito culturale della nostra società, legato soprattutto ai cambiamenti che all’introduzione di mode e costumi differenti dai periodi precedenti. Si parla del periodo d’oro della new Hollywood, di un primo periodo di cambiamenti, anni che hanno fatto da sfondo a molte storie e film divenuti celebri, dei veri e propri cult: sono gli anni ’80.

Le serie e film targati Netflix presentano più di un’associazione con questo periodo. Ora le videocassette o i tipici video registratori fanno da sfondo a determinate storie, frutto di una profonda ricerca su quegli anni; in effetti quasi tutto, dai costumi alle scenografie, ai richiami a film di quel periodo, diventano i protagonisti di un nuovo cinema.

Si può dire che l’azienda conosce bene quegli anni, l’epoca del videonoleggio, dove loro furono i primi a spedire l’home video direttamente a casa tramite corriere.

Se siete amanti di questo particolare periodo, ecco a voi 5 serie tv, prodotte dalla stessa piattaforma, da non perdere:

1 – Stranger Things:

La serie, è stata ideata dai fratelli Matt e Ross Duffer nel 2016. Distribuita dalla piattaforma Netflix nello stesso anno, è diventata in poco tempo uno dei prodotti più noti dell’azienda, tanto che il nome Stranger Things è stato correlato più volte a un fenomeno di svolta, aumentando la notorietà della piattaforma: se infatti altri prodotti culturali impiegano molti anni per trasformarsi in cult, la serie in questione ha impiegato molto meno tempo per passare da piccolo gioiello della narrazione fictional a successo planetario, generatore automatico di citazioni. Infatti da serie inizialmente “Low Budget” (secondo gli standard americani), evidente anche dai primi effetti speciali usati, si è trasformata in un vero e proprio fenomeno culturale che ha coinvolto i nuovi giovani spettatori, introducendoli in un mondo pieno di citazioni e riferimenti agli anni ‘80. La serie ha infatti innescato un processo mediatico notevole, estendendosi dai canali ufficiali fino al passaparola sul web, conquistandosi quindi l’appellativo di instant cult. Con Stranger things, ci si immerge totalmente nell’ambiente tipico di quegli anni. Le citazioni vanno da quelle storiche, con continui rimandi alla guerra fredda (la quarta stagione sarà ambientata infatti nella Russia sovietica) alla tecnologia di quegli anni come mezzo per comunicare con il mondo parallelo: il sottosopra. Non mancano poi le interminabili citazioni di film e serie di quel periodo, tramite l’uso di rimandi fotografici (i poster nelle camere dei ragazzi ne sono un esempio) e l’uso di colonne sonore diventate veri e propri cult.  (Spoiler: “never ending story”…)

2 – Maniac:

La mini-serie, lanciata nel 2018, vede come protagonisti le star Emma Stone e Jonah Hill. A differenza della più famosa serie tv dei Duffer, qui l’ambientazione è un futuro distopico dove la tecnologia è esteriormente molto simile a quella degli anni in questione, ma interiormente avanzata come ci si aspetterebbe da un futuro fantascientifico, lontano dal nostro presente. I due protagonisti sono pazienti affetti da problemi piscologici, che si sottopongono come volontari ad un esperimento. Protagonista una macchina Gerty, il cui compito è quello di far rivivere i traumi ai soggetti. Per ogni episodio infatti, i due si ritroveranno ad impersonare personaggi diversi di varie trame, più simili a film che a veri e propri sogni, elaborati dalla stessa macchina. Con questo escamotage, il regista Cary Fukunaga, trasporta lo spettatore in mini-film di differenti generi, che vanno dal fantasy al thriller fino ad un intero episodio dedicato agli anni 80, in cui i due impersonano i membri di una famiglia americana di ceto medio.

3 – Black Mirror:

La serie, creata da Charlie Brooker, comincia nel 2011 fino ad arrivare alla bellezza di ventidue episodi autoconclusivi, dove protagonista è la tecnologia e i suoi effetti (negativi o meno). Sebbene nei primi episodi, le trame rappresentate erano alquanto cupe e riluttanti di una rappresentazione positiva del genere umano in generale, con l’andare avanti negli anni, gli autori hanno optato anche per episodi che potremmo definire più “felici” e “positivi” sui cambiamenti che una tecnologia del futuro potrebbe apportare alla vita dei tutti i giorni. In uno di questi, vi è stato fatto anche un elogio a tutto ciò che riguarda gli anni 80.  I vestiti, le atmosfere, le musiche e così via, hanno fatto infatti da sfondo ad un mondo virtuale dove tutto è concesso e dove tutti possono divertirsi quando e come vogliono… protagonista la storia d’amore tra due donne. Stiamo parlando di uno degli episodi, divenuto cult in brevissimo tempo.

Ladies and Gentlemen: San Junipero (4×3)

4 – GLOW:

Dal 23 Giugno del 2017, data di uscita della prima stagione, la serie ha subito attirato l’attenzione con la rappresentazione di un mondo, fino a quel momento poco rappresentato sia in televisione che al cinema. Stiamo parlando del Wrestling femminile, in particolare della storia vera di un programma televisivo, quasi dimenticato, andato in onda tra il 1986 e il 1989. Un cast tutto al femminile (tra cui ricordiamo Alison Brie e Betty Gilpin) affiancato anche da attori non meno noti tra cui Marc Maron nei panni del regista del programma. Arrivata a ben tre stagioni (in attesa del rinnovo della quarta) la serie ci porta nel dietro le quinte della parte meno conosciuta di Los Angeles, quella composta da attori e attrici allo sbaraglio e soap opere a basso costo. Quella fatta di registi di serie B dimenticati e di problemi familiari, droga e sesso. Non a caso, la famosa insegna di Hollywood non comparirà mai, per fare invece spazio a degli studi televisivi fatiscenti e a sobborghi di periferia. Anzi, la stessa città verrà messa da parte, quando nella terza stagione l’ambientazione si sposterà a Las Vegas, facendo ritorno solo in breve occasioni, simbolo di una qualche speranza per l’aspirante attrice Ruth (Brie) e il regista Sam Sylvia (Maron) di ritornare tra le braccia del cinema di alti livelli.

5 – The Umbrella Academy:

A differenza delle altre, la serie in questione è ambientata nel presente e non usa tecnologie obsolete.  Riesce ugualmente a conquistare i fan di quell’epoca, grazie al sapiente uso della colonna sonora che riprende in più di un’occasione musiche e atmosfere degli anni ‘80 (tra le canzoni usate la più famosa “I think we’re alone now” di Tiffany). Non a caso la serie è l’adattamento degli omonimi fumetti, creati dal cantante dei My Chemical Romance Gerald Way in collaborazione con l’illustratore Gabriel Bà

La storia gira intorno ad un gruppo di fratelli, nati da diverse madri, improvvisamente rimaste incinte in diverse parti del mondo e adottati dal misterioso Sir Reginald Hargreeves / Il Monocolo. Ognuno di loro possiede un potere e da bambini vengono usati dal padre adottivo come supereroi, fino a quando non crescono e ognuno prende la propria strada. Alla morte del padre però, il gruppo deve riunirsi per affrontare una nuova minaccia.

Tra il cast ricordiamo la più famosa Hellen Page nei panni di Vanya, affiancata da altri attori del calibro di Robert Sheehan e la giovane star Aidan Gallagher (a destra nella foto). Al momento i creatori sono in fase di lavorazione per una seconda stagione.

Ovviamente Netflix non si fermerà qui e attualmente sta già pensando ad altre serie ispirate a questi anni, che nell’ultimo periodo sono tornati “di moda” tra i giovani, sia per quanto riguarda la musica che il cinema per poi finire con la moda… basta guardarci intorno per vedere il ritorno dei jeans a vita alta.

Di Marta Giorgi

3 commenti su “Netflix e gli anni ’80

  1. Avatar di wwayne

    Emma Stone ha spaccato anche in Gangster Squad: l’hai visto?

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