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Tulipani di seta nera

Nel pieno corso della ricca stagione dei premi cinematografici e della ripresa delle attività nelle sale cinematografiche, mi fa piacere avere occasione di parlare in particolare di un premio che sta per terminare un lungo percorso di coinvolgimento del pubblico, tramite grazie al supporto di Rai Cinema, intorno a tematiche di sensibilizzazione ed impegno, civili e sociali. E’ il caso di “Tulipani di seta nera”, rassegna di audiovisivo breve, organizzata dall’Associazione L’Università Cerca Lavoro (UCL).

Le storie d’autore di interesse sociale sono qui raccolte e l’opera capace di raccogliere il più alto numero di visualizzazioni si aggiudicherà il premio “Sorriso Rai Cinema Challenge”.

Gustando i cortometraggi in competizione, si ritrovano celebrità del nostro cinema nazionale, quali:

  • Maria Grazia Cucinotta e Franco Oppini, in “Sacrificio disumano” di Pierfrancesco Campanella per Mediterranea Productions, a tema minori scomparsi;
  • Angela Finocchiaro, in “Verdiana” di Elena Beatrice e Daniele Lince, per i temi della disabilità;
  • Luisa Ranieri, che per “L’affitto” di Antonio Miorin, cortometraggio del 2018 trattante i temi dell’infertilità e della maternità surrogata, prodotto da Sly Production, per la sceneggiatura di Iole Masucci, avrebbe raccolto il mio favore se mi fossi trovato a far parte della giuria che assegnerà il premio alla migliore attrice.

Meno note al grande pubblico, ma protagoniste di intense interpretazioni, sono

  • Flora Vona, che firma anche il soggetto di “Aut aut”, corto biografico per la regia di Cyro Rossi, nel blocco delle opere dedicate al tema del bullismo;
  • Eleonora Manara, in “Ricomincio da me” di Enza Lasandra, ancora per i temi della disabilità;
  • Chiara Tascione, nella piccola perla firmata da Paolo Paparella per la produzione 2020 di Broken Art, dal titolo “Paura”, tra i lavori più corti della rassegna, trattante il tema dell’omofobia.

Lo stesso tema dell’omofobia ispira il corto drammatico per la regia di Annarita Mangialardo, tra le più giovani in gara, dal titolo “L’altra metà dell’amore”, prodotto da “Amarcord – Accademia Mediterranea del Cinema”.

Per il tema degli stereotipi di genere, segnalo il thriller “Mostro”, una produzione Vision Studio, per la regia di Gianni Quinto con Federica Calderoni, che firma anche la sceneggiatura, Geremia Longobardo, Simona Rotaru e Andrea Scaramuzza.

Concludendo, una menzione speciale per il miglior corto d’animazione in gara: si tratta della commovente opera di cinema muto “Fly”, per la sceneggiatura di Rosanna Giacomelli e la regia di Carlos Gomez e Mira Salgado, prodotta da Thinkwild Studio, con una lettura poetica della disabilità e delle sue implicazioni familiari.

Di Andrea Sgrulletti

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