!! ATTENZIONE: SPOILER !!

Dal 22 ottobre, è possibile vedere in tutte le sale italiane, Palm Springs- vivi come se non ci fosse un domani…o meglio, era. Perché con il nuovo DPCM del 25 ottobre non sarà più possibile andare al cinema o al teatro (almeno per un mese). Speriamo che quando si potrà tornare al cinema, questo film geniale sia ancora disponibile nelle sale o quantomeno su una piattaforma streaming.
Nel frattempo, ecco una nostra riflessione:

La pellicola, diretta dal giovane sceneggiatore Max Barbakow e sceneggiata insieme ad Andy Siara, è ambientata nella torrida Palm Springs e più precisamente in un’unica giornata (il 9 Novembre) che si ripete all’infinito in un loop generato da un potere sovrannaturale, all’interno di una grotta. Chiunque passa per la luce rossastra di quest’ultima, rivive il medesimo giorno ogni volta che si addormenta o muore. I malcapitati sono tre: i due protagonisti, Sarah, interpretata dalla bravissima Cristin Milioti (How I Met Your Mother) e Nyles, interpretato dal comico Andy Samberg. Il terzo è invece l’antagonista Roy (J.K Simmons) finito nella grotta per colpa del ragazzo e che quindi tenta più volte di ucciderlo nei vari loop temporali.

A fare da sfondo a questi sfortunati eventi, il matrimonio della sorella di Sarah, festività odiata da entrambi i protagonisti.
Il film che ha conquistato il Sundance film Festival, si rivela come una commedia più anti che romantica, che ridicolizza i rapporti di vario tipo tra persone, tra cui specialmente spicca la presa in giro del matrimonio, come “vera e propria ossessione dei nostri tempi” (Barbakow-corriere della sera-21 Ottobre 2020). Il film viene infatti descritto dallo stesso come una sorta di “Ricomincio da capo fantascientifico”. Oltre ai numerosi riferimenti di altri film, come Il Laureato o Jurassic Park, il regista-sceneggiatore ha saputo abilmente costruire i personaggi della storia. Partendo dalle “macchiette stereotipate” degli ospiti all’evento, possiamo ricordare tra i tanti la ragazza dal basso quoziente intellettivo di Nyles o i genitori perfetti della sposa e di Sarah che quasi si vergognano della seconda, favorendo le scelte più perfette e benevole della prima.
I personaggi invece più caratterizzati sono ovviamente i due ragazzi:

Sarah è la tipica “ragazza buona/cattiva” che non può far a meno di fare errori, ha una visione pessimistica del mondo, vive alla giornata e si diletta nel bere per dimenticare il suo essere “partecipante di rilievo” di un evento odiatissimo sia da lei che dal suo regista-creatore.
Nyles invece, vive secondo le sue regole, non si preoccupa del giudizio degli altri e rimane positivo, nonostante la situazione orribile in cui si trova e l’insensatezza della sua vita, ormai da troppo tempo intrappolata nel loop. Infatti, nonostante se la stia spassando in questa giornata infinita, soffre di solitudine, un sentimento che solo l’arrivo di Sarah sembra colmare. I due si fanno infatti compagnia, dilettandosi in azioni bizzarre e pericolose che dimostreranno come lei sia molto più spericolata di lui, al contrario di quanto si può notare all’inizio.
Il 9 Novembre poi, non è una data casuale, lo stesso regista ha infatti dichiarato:

“Lo abbiamo pensato in un mondo già strano, non a caso abbiamo scelto la data del 9 novembre pensando alle elezioni del 2016 che hanno cambiato tutto con l’elezione di Trump a presidente: il modo in cui vediamo il mondo. Era come se tutti i valori con cui eravamo cresciuti fossero finiti fuori dalla finestra e fossimo piombati nel selvaggio west. L’idea era che ci saremmo salvati puntando sulle relazioni umane, sull’amore. E ora con lo stato d’animo provocato in tutto il mondo dalla pandemia che il nostro film venga colto così, come un’opera a favore dell’empatia, dell’importanza dei legami ci fa ancora più piacere” (Corriere della sera- 21 Ottobre 2020- intervista a cura di Stefania Ulivi)
Nel far west di Barbakow infatti due che potremmo definire, in maniera dispregiativa, “disagiati sociali”, diventano i veri “agiati” della situazione. Hanno quindi tutto il tempo del mondo per fermarsi e riflettere sulle proprie vite, capendo che il disagio si trova là fuori, nella società odierna… un mondo dove non c’è più tempo per relazionarsi e ognuno è impegnato nel proprio business, intento a dimostrare qualcosa all’altro.
Il regista ci mostra questo:
Cosa succederebbe se tutto si fermasse, se la pazzia entrasse nelle nostre vite e la “ follia dell’ordinario” fosse abbandonata per sempre?

Di Marta Giorgi


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