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Uno sguardo alla serie-rivelazione brasiliana

Quando pensiamo alla televisione brasiliana, ci vengono subito in mente le cosiddette “sequenze trash” che molto spesso ci capitano tra i video di instagram: stiamo parlando delle famosissime Telenovelas.

Ebbene, 3% (três por cento) non è una di queste ma al contrario, si presenta come uno dei prodotti più soddisfacenti del panorama delle produzioni della piattaforma, fuori il territorio americano.

Non è la prima volta che l’unione Brasile-Netflix produce e distribuisce film e serie (per citarne due, Sergio (2020) e Reality Z (2020)) ma la serie in questione è sicuramente una delle più riuscite (ed è stata anche la prima collaborazione tra le due parti).

Divisa in quattro stagioni, di cui l’ultima uscita pochi giorni fa, 3% non è doppiata in Italiano (è solo sottotitolata) ma si può trovare la versione in Inglese e Spagnolo.

Nata da un progetto indipendente caricato su youtube nel 2011 dall’ ideatore Pedro Aguilera, la storia è stata in seguito rielaborata per essere distribuita da Netflix, in collaborazione con lo stesso Aguilera e la casa di produzione Boutique Filmes, per poi fare la sua entrata sulla piattaforma il 4 Dicembre del 2016.

La storia è ambientata in un futuro distopico in cui, ogni anno, i ragazzi che hanno compiuto venti anni, si ritrovano a dover affrontare una serie di prove per poter passare nella parte ricca (l’Offshore, situato su un’isola idilliaca). Ma solo il 3% di loro può farcela mente il restante è costretto a vivere per sempre nell’ Entroterra, la parte povera, dove cibo e beni di prima necessità scarseggiano e dove tutto è sotto il controllo dei ricchi. A fare da sfondo un’infinita lotta tra quest’ultimi e la causa, un gruppo di rivoluzionari il cui obiettivo è quello di porre fine a questa divisione in caste e alla durissima selezione che ne consegue.

Vediamo allora alcune curiosità di questo piccolo gioiello che anno dopo anno, ha conquistato sempre più spettatori.

  • La storia è lo specchio della realtà

Ebbene sì, purtroppo quello che vediamo (la divisione tra ricchezza e povertà) è una caratteristica base del panorama brasiliano, soprattutto se si considera la quantità maggiore di poveri che ci sono nel paese. Non a caso, l’entroterra è lo specchio delle reali favelas che dominano i famosi landscapes di grandi città come Rio. Nonostante ciò, sia nell’ offshore che nell’ Entroterra, le tradizioni della terra natia dell’ideatore e di tutto il cast, sono presenti in ogni singolo pezzo di quello che vediamo. Da i costumi, alla scenografia alle canzoni, tutto ci rimanda alle tradizioni brasiliane sia per quanto riguarda la parte ricca che quella povera.

Le favelas di Rio
  • La scenografia

Le riprese hanno avuto luogo a São Paulo (Osasco e São Luiz do Paraitinga), Minas Gerais (Brumadinho – Inhotim) e Rio Grande do Norte (Dunas do Rosado).

Il museo dell’ America latina a Minas Gerais usato come porta di accesso per l’offshore.

Oltre a questi posti, la cosa che colpisce di più vedendo la serie, sono le spettacolari architetture che dominano la parte moderna e ricca dell’ Offshore.

  Nella trama, come viene specificato fin dal primo episodio, l’Entroterra si trova nell’ Amazzonia Subequatoriale.

 Nella quarta stagione, la scenografia è stata affidata alla giapponese Jo Matsuki.

  • La musica

La musica è stata composta dal pianista e compositore André Mehmari che nei brani dedicati alla serie, ha introdotto melodie tipiche della cultura popolare brasiliana.

 In alcuni episodi compaiono invece alcuni musicisti tra le comparse. tra i tanti ricordiamo Chico César cantante del brano scritto da Antonio Carlos Belchior, Old colored clothes  (Velha Roupa Colorida) che interpreta una sorta di cantastorie nel finale di stagione. Nel testo si può intravedere un chiaro riferimento all’ingiustizia sociale, presente sia nella trama che nella realtà del Brasile.

  • I temi lgbt sbarcano anche in Brasile

E’ di quest’anno la notizia che Netflix ha dichiarato di voler realizzare più prodotti a tema lgbt e di voler dare più spazio ad attori transgender. Ebbene, queste due promesse sono state mantenute anche qui. Nella terza stagione infatti, assistiamo alla nascita della storia d’amore tra Joana (Vaneza Oliveira) e Natàlia (interpretata dalla musicista Amanda Magalhães).

Sempre nella terza stagione fa inoltre la sua entrata il personaggio di Ariel (che viene approfondito solo nella quarta), interpretato dall’ attrice transgender Marina Mathey .

  • Il cast

Per concludere, bisogna ricordare anche la bravura degli attori. Oltre a quello che a mio parere, è il personaggio più riuscito e cioè la “cattiva” Marcela interpretata dalla bravissima attrice e cantante Laila Garin, è d’obbligo ricordare anche l’attrice protagonista Michele- Bianca Comparato, che con 3% ha ottenuto una fama e successo tale da farla conoscere anche fuori lo stato brasiliano.

Laila Garin
Bianca Comparato

 Infine, ricordiamo anche l’interprete del governatore dell’ Offshore Nail- Zezé Motta.

Stiamo parlando di una delle esponenti di punta della cultura afrobrasiliana, che negli ultimi anni ha preso parte a numerosi eventi culturali, occupandosi anche di doppiaggio. Il suo lavoro più noto è certamente quello del personaggio di Ursula nella versione portoghese del cartone animato La sirenetta.

Non che anche gli altri attori non siano bravi, tra i tanti ne ricordiamo  alcuni membri del cast principale : Rodolfo Valente (Rafael), Michel Gomes (Fernando) e Rafael Lozano (Marco).

Di Marta Giorgi

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