Approfondimenti

Il Musical

Nascita, sviluppo ed.. oggi

Iniziamo con il dare una piccola definizione al termine MUSICAL.

Deriva dall’abbreviazione di musical comedy ed è essenzialmente una commedia teatrale che combina elementi musicali, sia canzoni sia orchestrazioni. I suoi interpreti devono assolutamente ed inevitabilmente saper cantare, ballare e recitare contemporaneamente.

Ma facciamo qualche passo indietro e vediamo insieme da dove è nato questo genere e come si è sviluppato negli anni.

Il primo musical nasce nel 1866 con il titolo di The Black Crook. Si tratta di una pastiche di autori americani ed interpreti europei della durata di ben 5 ore.

Nasce, come si può ben immaginare, a New York nell’epoca tardo ottocentesca grazie allo sviluppo teatrale di quegli anni, nel quartiere di Manhattan, e per l’appunto a Broadway.

Dopo alcuni anni, che ha visto protagonista sempre più nei teatri questo genere recitativo, nel 1927 nasce il primo musical cinematografico pensato apposta per il grande schermo.

Deve la sua nascita al primo film sonoro prodotto dalla Warner Brothers: The Jazz Singer diretto da Alan Crosland.

Viene sperimentata così una nuova formula di recitazione: un mix tra dialoghi, accompagnamento musicale e canzoni.

Passati alcuni anni, arrivando così al 1929, la crisi economica fu talmente brutale che danneggiò per primi proprio i teatri, i quali erano divenuti troppo costosi per il pubblico dell’epoca. Ed è qui che il musical cinematografico, molto più economico rispetto al teatro, ebbe la sua entrata in scena.

Uno dei generi che più era in voga in quel periodo era il backstage musical. Un genere cinematografico che mostrava la costruzione di un musical teatrale da un punto di vista più interno rispetto al solito.

Un chiaro esempio di questo genere lo possiamo ritrovare in 42rd Street diretto da Lloyd Bacon e coreografato da Busby Berkeley, il quale diede un contributo rivoluzionario al film.

Gli anni ’30 furono gli anni d’oro del tip tap. I due più noti ballerini furono Fred Astaire e Ginger Rogers, i quali si fecero notare con il film Carioca, prodotto dalla RKO.

Verso la fine di questi anni, e più precisamente nel 1939, con la produzione di The Wizard of Oz, prodotto dalla MGM e diretto da Victor Fleming, venne lanciata una talentuosa e giovanissima Judy Garland la quale conquistò subito sia pubblico che critica nel ruolo della dolce Dorothy, interpretando il famoso brano Over the Rainbow.

Per la prima volta venne utilizzata la tecnica del Technicolor, ovvero la colorazione della pellicola famosa per i colori saturi.

Arrivati agli anni ’40 e ’50, anni d’oro per il musical hollywoodiano, il performer per eccellenza fu Gene Kelly, il quale venne scelto come protagonista per il musical probabilmente più conosciuto nella storia del cinema: Singing in the rain nel 1952.

Con il passare degli anni poi alcuni generi videro affacciarsi all’orizzonte la crisi, soprattutto il musical. Con l’introduzione della TV, poi, i gusti si modificarono e gli assidui frequentatori dei cinema, che erano per lo più giovani, non si interessavo più al genere.

Da qui il musical smise di essere originale per divenire definitivamente una trasposizione.

A metà degli anni ‘70, la cultura pop e rock che si stava facendo strada permise la realizzazione di alcune opere come ad esempio Jesus Christ Superstar (1973), che però non riuscì a rinnovare profondamente il genere.

Negli anni a seguire i musical prodotti cercavano per lo più di “imitare” lo stile di vita giovanile, nella speranza di poter raccogliere quanti più consensi da parte del pubblico.

Queste pellicole facevano prevalere la colonna sonora sull’aspetto cinematografico, a volte con grande successo come, nel 1977, La febbre del sabato sera di John Badham e Quadrophenia di Frank Roddam.

Ai giorni nostri, sembra che l’attenzione sia riposta in altro, tranne qualche piccolo ritorno al passato (Hairspray, Mamma Mia!, La La Land, The Greatest Showman, A Star is Born etc.)

Quindi, possiamo solo sperare in una ripresa di questo genere cinematografico che ha sempre coinvolto grandi e piccini, dalla sua nascita fino ad oggi.

Di Viviana Orlandini

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