netflix

Cosa vedere dopo Boris?

Su Rai Play due serie tv degli autori.

Da quando Boris è sbarcato sulla piattaforma Netflix, sui social non si è fatto altro che parlare della serie, con un ritorno di massa dei famosi meme e video, ormai divenuti parte integrante della cultura collettiva.

Seppur la breve durata di sole tre stagioni, la serie continua ad essere citata continuamente, facendo nascere nei numerosi fan, da i più fedeli che l’hanno vista su Fox (o con lo streaming illegale) dal 2007 al 2010, ai nuovi che hanno imparato a conoscerla con la visione “legale” online, una fervente nostalgia di quel mondo fittizio, specchio della triste realtà che sono le quinte di numerose serie tv italiane.

Ma un rimedio a questa nostalgia c’è.

Si tratta di due serie tv disponibili sulla piattaforma gratuita di Rai Play, scritte dai tre autori della più famosa Boris.

Stiamo parlando della Linea Verticale (di Mattia Torre) e Liberi tutti (di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo).

Mentre la prima è stata tratta dal libro dello stesso Torre, dove Valerio Mastrandrea, veste i panni di Luigi, un malato di cancro ai reni che si ritrova a vivere nel reparto di oncologia di un ospedale, la seconda, dedicata allo stesso sceneggiatore deceduto, narra la storia di un avvocato corrotto (Michele Venturi- Giorgio Tirabassi) che si ritrova a trascorrere i domiciliari nella comune fondata dalla ex moglie con il nuovo compagno, per evitare la galera.

Sebbene abbiano una trama molto diversa, i due prodotti firmati Rai hanno molti punti in comune sia tra di loro che con la meno recente Boris.

Queste comunanze sono gli ingredienti principali di una buona riuscita di due serie, a prima vista “troppo italiane” che sebbene siano state create con i mezzi e i finanziamenti degli stessi elementi criticati in quella del 2007, riescono comunque a sfuggire da questa identificazione, facendosi notare anche nel panorama narrativo vastissimo, di Mamma Rai.

Vediamo insieme quali sono questi elementi-ingredienti di successo:

1-Il cast

Un buon prodotto è il frutto di un buon lavoro di squadra. Una frase che sicuramente gli autori hanno tenuto bene a mente, dopo il successo della prima serie. Difatti, sia nella prima che nella seconda serie Rai, troviamo molti membri del cast di Boris tra cui risaltano i nomi di: Caterina Guzzanti (Arianna), Giorgio Tirabassi (Glauco), Ninni Bruschetta (Duccio), Antonio Catania (Lopez), Paolo Calabresi (Biascica) e Massimo De Lorenzo (sceneggiatore).

Caterina Guzzanti e Massimo De Lorenzo sul set di “Liberi Tutti”.

A questi si aggiungono poi altri attori del calibro di Valerio Mastrandrea, che in Boris fa solo una comparsata nella prima stagione, interpretando un attore alle prime armi durante un provino con Renè.

2- La linea verticale, il sogno nel cassetto di Ferretti.

La serie, che narra l’esperienza personale del compianto autore, può essere infatti vista come la realizzazione del più grande sogno del regista de “Gli occhi del cuore” e dell’alquanto sfortunato “Medical Dimension”: realizzare un prodotto di qualità, ambientato in un ospedale.

Sebbene già dalle prime scene della serie Rai, si denota che l’ospedale in questione non si avvicina molto all’immagine decadente di quello pubblico, cosa che viene notata anche in Boris, quando un medico assunto come consulente sul set, si lamenta della scenografia troppo perfetta, la serie è ugualmente più realistica che mai, descrivendo con audace ironia una situazione di malattia alquanto precaria, in bilico tra la vita e la morte. La serie, andata in onda nel 2018 su Rai Tre per poi passare online sulla piattaforma del canale, offre uno sguardo ai reparti di oncologia, in cui i personaggi che qualche anno prima, erano stati visti dietro le quinte, ora assumono l’aspetto di veri e propri attori interpretando vari personaggi che circondano la vita di Luigi e della moglie incinta Elena (Greta Scarano).

Valerio Mastrandrea e Greta Scarano sul set de “La linea verticale”

3- Liberi Tutti, Mamma Rai e la svolta dello streaming

E’ da tempo ormai che la Rai, cerca di stare al passo con i tempi pieni di cambiamenti, prime fra tutti le nuove modalità di visione. Proprio per questo da qualche anno, l’azienda ha deciso di dare una rinnovata alla piattaforma online Rai Play, trasformandola da sorta di archivio per vecchie fiction e programmi televisivi, a piattaforma di qualità, cambiandone le caratteristiche e la sistemazione grafica del sito web, rendendola più simile a quelle più famose tra cui, certamente, spicca Netflix.

Ebbene, c’è ancora molta strada da fare.

Non che anche Netflix, non abbia fatto errori, come produrre “alcune” serie italiane di bassa qualità, ma sicuramente la sua library è molto più fornita di quella gratuita della radiotelevisione italiana.

Tra questi pochi prodotti però, oltre a risaltare la lunga lista di film western e i nuovi programmi pensati solamente per la piattaforma, come Viva Rai Play (dal genio di Fiorello), c’è anche la primissima serie tv ad andare in onda prima con lo streaming online nel 2019 e poi su uno dei tre canali, a distanza di qualche mese. Stiamo parlando proprio di Liberi Tutti, un ritorno sugli schermi degli autori Ciarrapico e Vendruscolo a pochi mesi di distanza dalla morte del terzo sceneggiatore, che dopo tante lotte narrate sia nel libro che nella serie citati prima, non è riuscito a vincere la sua battaglia, lasciando per sempre il gruppo dei “fantastici tre”.

I due autori, sono stati comunque soddisfatti della scelta di far apparire la serie prima online, dichiarando che:

“Così facendo non ci sono più scuse per non vederla”

Sicuramente Boris può essere decretata come una serie insostituibile, un lavoro di svolta che già nei primi anni del 2000 aveva portato un po’ di “freschezza” nelle produzioni seriali, alquanto stantie. Nonostante ciò le due serie analizzate, sono sicuramente dei lavori validi, che meritano di essere visti non solo per la comicità tipica degli sceneggiatori, ma anche per le riflessioni fatte su problemi e questioni della vita di tutti i giorni.

Intanto però c’è chi insiste per avviare la produzione di una quarta stagione, tanto che recentemente la questione è stata al centro di un dibattito portato avanti sui social e sulle piattaforme adibite alla raccolta firme.

Molti membri del cast inoltre, si sono dichiarati entusiasti, esprimendo la loro volontà di tornare a girare nel dietro le quinte della celebre occhi del cuore.  Per concludere, mi esento dall’esprimere un giudizio su questa faccenda, limitandomi invece a citare uno dei membri del cast:

“Tutti vorremmo Boris 4, ma senza Mattia Torre è improbabile…quelle difficoltà che avevano impedito la produzione di un’altra stagione quando Mattia Torre era ancora vivo, oggi rendono improbabile la fattibilità della cosa…”

(Paolo Calabresi per fanpage.it- intervista del 9 Giugno 2020)

Di Marta Giorgi

0 commenti su “Cosa vedere dopo Boris?

Lascia un commento