Titoli di testa

I segreti nascosti nella sigla di Twin Peaks

I segreti di Twin Peaks è una serie televisiva ideata da David Lynch e Mark Frost e diretta da Lynch stesso. Fu trasmessa inizialmente in sole due stagioni dal canale ABC, tra il 1990 ed il 1991, per poi essere rinnovata per una terza stagione, prodotta per il network televisivo Showtime, solamente nel 2017.

Fin dalla sua prima uscita, Twin Peaks è stata una delle serie più acclamate da una moltitudine di fans, divenendo presto oggetto di culto.

Questa serie viene considerata una delle più influenti, tanto da divenire un esempio per moltissime altre che l’hanno succeduta, come ad esempio: Lost, I soprano, True Detective, Black Mirror, Riverdale, ecc.

Il racconto, come si evince dalla sequenza di apertura, è ambientato nella fittizia cittadina rurale di Twin Peaks, e durante tutto il corso della prima e della seconda stagione, cercherà di divincolarsi tra i misteri ed i segreti che fluttuano per tutta la periferia, a causa del ritrovamento del cadavere di Laura Palmer.

La sigla iniziale, che nella puntata pilota durerà circa due minuti e mezzo, presenta delle scene che infondono una immotivata tranquillità nello spettatore: creando quel senso di serenità e pacatezza, l’osservatore si troverà subito a disagio, nello scoprire che, in quella cittadina così pacifica, è stato commesso un reato così grave.

Sullo sfondo musicale composto da Angelo Badalamenti, appaiono in sequenza: un uccellino posato su un ramo, una panoramica della segheria Packard, alcuni macchinari della segheria, il cartello di benvenuto della cittadina, che conta 51.201 abitanti, una veduta frontale delle cascate e infine le increspature del fiume dove, in sovraimpressione, compaiono i nomi del cast.

Inizialmente l’idea dei creatori, Lynch e Frost, era quella di inserire, nel cartello di presentazione della città, il numero 5.201, per indicare il numero contenuto ed autentico di una classica cittadina rurale. La ABC non fu d’accordo però con questa scelta, poiché temeva l’allontanamento degli spettatori delle grandi metropoli a causa di una mancata identificazione degli stessi, fu per questo motivo che decise di aggiungere una cifra in più al numero pattuito, così da creare una maggior aspettativa in tutti i fruitori della serie. Si passò così da 5.201 abitanti ad un totale di 51.201.

Possiamo ritrovare l’autorialità di David Lynch a cominciare dalla prima immagine che vediamo nella sequenza di apertura, ovvero, il piccolo uccellino posato sul ramo. L’ultima volta che avevamo visto questo animale era nel finale del film dello stesso Lynch, Blue Velvet (1986). Ci piace pensare che è stato lo stesso regista a voler creare un collegamento tra il suo ultimo film e la produzione di Twin Peaks. Ma quello che più ci incuriosisce di questa splendida sigla, è come Lynch e Frost abbiano volutamente evitato l’inserimento di personaggi, come per sottolineare che la protagonista della serie tv sia Twin Peaks stessa, e che l’omicidio di Laura Palmer sia solo un escamotage della città per riflettere su sé stessa.

La colonna sonora, come abbiamo già specificato, è stata composta da Angelo Badalamenti che con il supporto e le direttive di David Lynch, creò quella melodia in soli 20 minuti. Ma l’aspetto veramente misterioso fu notato dal music supervisor, David Hurley, il quale, durante lo studio delle notazioni del ‘Laura Palmer’s theme’, si accorse che senza volerlo, Badalamenti aveva disegnato due montagne (le twin peaks per l’appunto) con la trascrittura delle note composte.

Questo avvenimento creò grande stupore sia nel compositore stesso che nel regista, i quali però ne furono assolutamente entusiasti.

L’opening sequence non fu mai cambiata nel corso delle prime due stagioni, l’unica modifica che venne apportata fu sulla durata complessiva, la quale venne ridotta a circa un minuto e mezzo a partire dal secondo episodio della prima stagione.

La vera rivoluzione avvenne con la terza stagione prodotta nel 2017, dalla quale si percepisce fin dalle prime inquadrature il cambiamento che la stessa serie ha dovuto subire. La nuova sigla riporta dei caratteri molto più inquietanti e misteriosi della prima, le ambientazioni sono sempre lì, come ad esempio le cascate di Snoqualmie Falls, inquadrate questa volta dall’alto e non più frontalmente. L’utilizzo però di diversi strati di nebbia conferisce a quel panorama ormai così familiare, un’aria molto più malinconica e angosciante. Osservando i titoli di testa possiamo comprendere come Twin Peaks abbia completamente abbandonato la natura per dedicarsi ad eventi surreali e mondi paralleli.

La creazione e la messa in onda della nuova sigla, vuole in tutti i modi mostrarci come siano passati effettivamente 25 anni dall’ultima volta che avevamo passeggiato nella cittadina di Twin Peaks. Tutto ci riporta ai tempi contemporanei, dalla deforestazione, all’assenza di elementi della natura, ai pochi dettagli mostrati. Il compito di questa nuova sigla di apertura non è più mostrare il paesaggio, l’ambientazione, ma è esattamente il voler mostrare la tecnologia utilizzata, con la presenza di panoramiche aeree per mezzo di droni di ultima generazione.

Lynch però non si arrende all’evoluzione tecnologica, e seppur utilizzi metodi all’avanguardia, la sua messa in scena rimane sempre la stessa: molto lenta e placida.

If you’re playing the movie on a telephone you will never in a trillion years experience the film. You’ll think you have experienced it, but you’ll be cheated. It is such sadness that you think you’ve seen a film on your fucking telephone. Get real.

In questo modo Lynch esprime il suo pensiero riguardo la nuova idea dei ‘giovani d’oggi’, ovvero quella di guardare i film sul proprio smartphone. Ed è proprio per questo motivo che, il regista, non rinuncia al suo modo di raccontare solo per uniformarsi alla tecnologia galoppante dei giorni nostri. L’opening sequence del 2017 ne è, infatti, un chiaro esempio.

La sua volontà è quella di mostrare un mondo in continuo cambiamento, sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista ambientale. L’abbattimento di quella distesa di alberi che ci dava il benvenuto nelle scene di apertura delle prime due stagioni, adesso non esiste più, si lascia spazio alla presentazione della Loggia Nera (Black Lodge), questo spazio metafisico immaginario che sembra quasi una metafora del mondo che ci circonda.

Di Viviana Orlandini

0 commenti su “I segreti nascosti nella sigla di Twin Peaks

Lascia un commento