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SNOWPIERCER

Tra film, serie e fumetto

Recentemente la nostra amata piattaforma rossa (Netflix), ha rilasciato i primi quattro episodi di una nuova serie fantascientifica, prodotta dall’ormai noto Bong Joon-Ho, nonché regista dell’omonimo film del 2013 ed ideata da Graeme Manson.

Stiamo parlando di Snowpiercer, nome associato al treno ultratecnologico, dove gli ultimi superstiti di un mondo post-apocalittico, interamente congelato, sopravvivono in una continua lotta di classe.

La locomotiva, caratterizzata da 1001 vagoni e in grado di ospitare 3000 persone, è stata progettata dal misterioso Mr. Wilford a capo delle Wilford Industries;

in seguito al surriscaldamento globale infatti, alcuni scienziati si sono adoperati per risolvere la situazione, lanciando nell’atmosfera terrestre dei razzi congelanti in grado di abbassare le temperature torride. Ma quest’ultimi hanno funzionato fin troppo bene, congelando in poco tempo tutta la superficie terrestre.

Quello che vediamo sia nella serie che nel film è quindi l’ultima “scialuppa di salvataggio dell’umanità”, idonea però solo a chi può permettersela.

L’ambizioso progetto infatti è stato principalmente finanziato dai biglietti per la prima classe, un gruppo di facoltose famiglie che si godono il viaggio tra cibi raffinati e centri benessere. A completare questa piccola società, i membri della seconda e terza classe, principalmente caratterizzate da lavoratori, ferrovieri, medici e scienziati.

Gli ingegneri invece si occupano principalmente di monitorare l’andamento della vettura, in una costante corsa intorno al globo.

In fondo, negli ultimi vagoni, troviamo infine gli ultimi sopravvissuti sprovvisti di biglietto che dopo essere riusciti a salire illegalmente, si sono ritrovati a vivere in condizioni pessime, dove l’unico cibo che ricevono da Wilson sono delle barrette energetiche gelatinose, presumibilmente ricavate dalla macellazione di scarafaggi.

Quello che infatti si viene a creare sul treno, non è altro che una piramide sociale, particolarmente instabile e proprio per questo, tenuta ferma da regole di segregazione rigidissime, portate avanti dagli stessi membri dello staff tra cui i più fedeli servitori di Wilson che si addentrano fino agli ultimi vagoni, a rappresentare il suo potere.

“Facevo il lavavetri all’interno di un grattacelo…questo treno è come un palazzo, in alto ci sono i ricchi e in basso i poveri, solo che è tutto sviluppato in orizzontale…”

(SnowPiercer- 1×3)

-Il fumetto:

I due prodotti cinematografici però, rappresentano solo la punta dell’iceberg di una storia sviluppata sotto più trame, che ritroviamo nella serie a fumetti, cominciata nel 1982 per mano di Jacques Lob e poi continuata dopo la sua morte da Jean-Marc Rochette.

 Quest’ultima si suddivide in quattro volumi.

I prodotti cinematografici si rifanno al primo: The Escape (Le Transperceneige), caratterizzato sostanzialmente da un’introduzione complessiva dell’ambientazione.

Nel secondo volume (The Explorers- 1999) veniamo invece a conoscenza dell’esistenza di un secondo treno, l’Icebreaker, dove la dittatura prende il posto della lotta di classe del primo. Tutto è controllato infatti da un’entità onnipresente che tiene a bada i suoi passeggeri, facendoli vivere costantemente nel terrore. Qui il protagonista è Puig, membro di una squadra di esploratori proveniente dalla Snowpiercer.

Il volume in questione, si conclude inoltre con un’altra storia, uscita un anno dopo (The Crossing) dove viene captato un segnale sotto la superficie di un mare congelato, aprendo quindi una terza sottotrama che viene sviluppata, per l’appunto, nel terzo volume (Terminus-2015).

Qui veniamo a conoscenza di un altro gruppo di sopravvissuti, abitanti di un edificio (The Commuters) sprofondato nell’abisso del mare in questione.

Infine, nel 2019, viene annunciata l’uscita del quarto volume (Extinction). Si tratta di un prequel diviso in due capitoli (di cui il secondo è previsto per Agosto 2020 mentre è in lavorazione anche un terzo volume), dove vi è narrata la storia precedente all’apocalisse.

Attualmente i volumi sono disponibili in lingua inglese mentre i primi due sono stati raccolti in un volume unico in lingua italiana. La maggior parte di essi però risulta quasi introvabile, in seguito ad un drastico aumento della richiesta, dovuto anche all’uscita sia del film che della serie. Molto probabilmente l’entrata della storia su Netflix, porterà ad eventuali ristampe o forse, anche alla produzione di volumi unici.

-Film e Serie

Il film, ha portato sicuramente il regista ad acquistare una notorietà anche fuori dalla Corea (e prima di Parasite).

Nella pellicola, caratterizzata inoltre da un cast stellare (Tilda Swinton- Chris Evans- Octavia Spencer) i toni della storia sono sicuramente più cupi e più incentrati sulla rivoluzione, rispetto alla serie che essendo anche più lunga (circa dieci ore di girato) affronta più tematiche, concentrandosi maggiormente sulla differenza di classe e sull’esplorazione di quest’ultime e seguendo il filone del mistery, tramite l’indagine condotta dal protagonista: l’ex detective nonché membro della classe sociale dei senza biglietto, Andre Layton (Daveed Diggs). A bordo infatti, un misterioso Killer rischia di distruggere il delicato equilibrio che c’è tra le classi, già messo a repentaglio dal malcontento dei membri del fondo (delle ultime locomotive). Antagonista della storia è Melanie Cavill (Jennifer Connelly) assistente di fiducia di Mr. Wilson, che però sembra impersonare il vero capo della piccola società in cui vive.

 Tra gli altri personaggi, c’è da concentrarsi anche su uno che non sembra essere molto rilevante nella serie ma che invece può essere facilmente correlato a quello interpretato da Tilda Swinton nel film: Mason, una delle assistenti di Wilson che si occupa di controllare il fondo. Nella serie è interpretata da Alison Wright ma il personaggio ha un altro nome: Ruth Wardell. Nonostante ciò, le due sono facilmente correlabili da alcune caratteristiche come il senso di riluttanza che mostrano, nei confronti dei poveri e il vestiario, tra cui spicca sicuramente la pelliccia.

Credits: Entertainment Tonight.com

Un’altra differenza tra i due prodotti sono le ambientazioni: la storia del film si sviluppa infatti quindici anni dopo la tragedia, mentre la serie è ambientata sette anni dopo, a cui fanno sfondo anche alcuni flashback dei vari personaggi e delle loro vite prima dell’apocalisse.

Continuando con le differenze, si può vedere come anche la sorte dei bambini provenienti dal fondo, sia diversa. Nel film infatti vengono utilizzati letteralmente come “pezzi di ricambio” per il treno, sempre più vicino all’essere datato. Nella serie invece, almeno da quello che siamo riusciti a vedere nei primi episodi, sia ai più piccoli che ad alcuni membri adulti, gli viene offerta la possibilità di salire di grado o di studiare insieme ai più privilegiati.

La figura misteriosa del capo treno, invece, rimane ignota nel film per poi essere rivelata alla fine mentre nella serie cominciamo, già dai primi episodi, ad associarla alla figura femminile interpretata dalla Connelly.

Sta di fatto che la prima parte di un prodotto seriale, non basta a comprendere a pieno le differenze che caratterizzano queste due trasposizioni, che possiamo descrivere come due facce della stessa medaglia, due lavorazioni artistiche differenti di uno stesso mondo.

Cosa possiamo aspettarci dai prossimi episodi?

Si giungerà ad una conclusione che in qualche modo si legherà al film oppure, la serie sarà un’occasione per esplorare i volumi successivi del fumetto?

Non ci resta altro che accedere a Netflix ogni Lunedì, fino al 20 Luglio.

Credits:madmass.it : Timeline (comics/film/tvseries)

Di Marta Giorgi

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