Tra Film e Fumetto
La pellicola, diretta da Sam Hargrave, è l’adattamento cinematografico della graphic novel Ciudad, scritta da Ande Parks, Anthony e Joe Russo (nonché produttori del film), ed illustrata da Fernando Leòn Gonzalez.
Sia il film che il fumetto sono ambientati in due città con un alto tasso di criminalità, rispettivamente: Dhaka (capitale del Bangladesh) per uno, e Ciudad del Este (città del Paraguay) per l’altro.
Negli ultimi anni, abbiamo potuto constatare quanto le serie tv o i film di successo, o almeno gran parte di essi, abbiano come tema principale il crimine. Basti pensare a Narcos, Gomorra o Peaky Blinders. Allo stesso modo il film che vede protagonista il personaggio di Tyler Rake, è stato visto da oltre 90 milioni di account Netflix, segnando il record di pellicola con più spettatori di sempre sulla piattaforma streaming.
Nel maggio 2020, lo sceneggiatore Joe Russo ha annunciato un sequel.
Il titolo originale del film era ‘’Dhaka’’, cambiato successivamente in ‘’Out of the Fire’’, ed infine diventato ‘’Extraction’’.
Il motivo del cambio di location per la storia, dal Sud America all’Asia del Sud, è determinato dal fatto che il regista e gli altri componenti della troupe erano intenzionati a raccontare un luogo che non fosse ancora stato esplorato, per quanto riguardava i film d’azione. Il crimine in Bangladesh, anche se non se ne parla quanto quello del Sud America, è presente in varie forme, come traffico di droga, rapimenti, corruzione e sfruttamento minorile. E diventano proprio questi i temi principali del film:
I rapimenti: la narrazione si basa sul rapimento del figlio del boss, Ovi. (nella versione illustrata, viene rapita la figlia di un boss, Eva).
Traffico di droga: Il padre Ovi è un boss locale (anche nel fumetto il padre di Eva è un narcotrafficante della zona in questione)
Corruzione: Nel paese la polizia è corrotta e collabora con il boss mandante del rapimento. Purtroppo, in molti paesi la polizia ma anche i cittadini lo sono realmente.
Sfruttamento minorile: Si può notare come i bambini più poveri, lasciati a loro stessi, vengano sfruttati da chi ha il potere (molto spesso narcotrafficanti e criminali) educati a diventare, letteralmente, soldati per la loro causa.
Invece la parte umana di questa storia che colpisce di più, è il rapporto che si istaura man mano tra il ragazzo e il mercenario; che fa di tutto per far sopravvivere Ovi (o Eva),anche quando la missione cambia radicalmente.
Per quanto riguarda il fumetto, la copertina della graphic novel: “cerca d’imitare un film d’epoca, più precisamente degli anni ’60 e ’70.” (Ian Keogh – theslingsandarrows.com)

Il disegnatore Gonzalez infattiè un mago nell’utilizzo dei bianchi e dei neri; perfettamente bilanciati, che rendono le tavole accattivanti all’occhio dello spettatore.

Il fumetto inoltre è perfettamente adattabile ad un film (non a caso i Russo sono anche registi), perché è un thriller d’azione, basato su scontri a fuoco e combattimenti che nella pellicola ci riportano ad un videogioco di guerra. Infatti, nella maggior parte delle scene, la macchina da presa segue Tyler di spalle durante le sequenze d’azione contro il nemico, come se lo spettatore fosse il protagonista.

Le due città a confronto:
–Ciudad del Este è una città reale del Paraguay, dove regna sovrana una sola legge: non ci sono leggi. Classificata come parte della Triade dell’Illegalità Sudamericana (insieme a ‘’ Puerto Iguazu in Argentina e Foz do Iguaçu in Brasile), si trova infatti in una regione conosciuta come Triple Frontera (da cui è stato tratto un altro film Netflix, per l’appunto Triple Frontier (2019)), dove passa il confine con, appunto, il Brasile, l’Argentina e il Paraguay.

La città fu fondata nel ’57 con il nome di Puerto Flor de Lis, successivamente fu chiamata Puerto Presidente Stroessner, in onore dell’omonimo dittatore paraguayano; infine dopo il colpo di stato nel ’89 i cittadini furono chiamati a scegliere il nuovo nome, che fu proprio Ciudad dell’Este (Città dell’Est).
Si trova al terzo posto nel libero commercio mondiale, dopo Miami e Hong Kong, ed è conosciuta come “Porto Franco”:
‘’è possibile commerciare di tutto, oggetti più o meno inutili a prezzi bassissimi, e chiaramente è ignota la provenienza di quest’ultimi, ma soprattutto non si fanno domande’’ (Viaggionelmondo.net)
–Dacca (Dhaka) è la capitale del Bangladesh, nonché città più popolosa del paese , con i suoi 14,4 milioni di abitanti ( si stima che ogni giorno circa 1400 persone si trasferiscano a vivere lì).

La Dacca moderna è cresciuta velocemente in maniera disordinata anche fuori dalla città vecchia, per colpa appunto dell’improvviso forte aumento della popolazione.
Un problema enorme della capitale, è che ogni giorno i corsi d’acqua si riempiono di oltre 1 milione di metri cubi di liquami, con conseguenze sanitarie catastrofiche, e purtroppo il 60% della popolazione ne risente.
‘’La soluzione a cui pensa il governo per coniugare crescita e sostenibilità è un processo di decentralizzazione di ospedali, università e fabbriche lontano dai confini cittadini. Un’operazione complessa, perché richiederebbe tempo e denaro, mentre i cambiamenti climatici che stanno rendendo difficile la vita nelle campagne, sono già qui.‘’ (ilsole24ore.com)
Per questo credo sia fondamentale, al giorno d’oggi, narrare storie ambientate in posti pressochè lontani dalla nostra realtà. Che si guardi il film o si legga il fumetto, ci si immerge in due storie ambientate in due posti diversi del mondo, che però narrano essenzialmente le stesse cose:
Violenza, Guerra, Minoranze e Povertà… non solo semplice Azione.

Di Chiara Giorgi


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