L’uomo in caduta libera
Dopo aver appreso che Mad Men lascerà la piattaforma Netflix il 9 giugno, abbiamo deciso di analizzare la sigla che secondo il nostro parere nasconde molto della caratterizzazione del nostro protagonista.
Ideata da Matthew Weiner, autore de I Soprano, la serie vince 16 Emmy e 5 Golden Globes ed è considerata come una delle serie che più ha influenzato la nostra cultura.
Essenzialmente, Mad Men, è importante nella storia della televisione perché nonostante sia una serie storica vera e propria, racconta di una realtà molto vicina al contemporaneo come «le disparità sociali, l’arricchimento senza scrupoli, i consumi di massa, l’omofobia e il razzismo».
In secondo luogo, poi, questa serie ha influenzato ambiti extra televisivi. Molti stilisti hanno riprodotto lo stile anni ’60 per la confezione di completi maschili e abiti da cocktail femminili.
Un’altra conseguenza è possibile ritrovarla nel concepimento della televisione che cambiò radicalmente dopo il successo di quest’ultima. Fino ad allora solo il network HBO era riuscito a divenire un modello da seguire, successivamente alla realizzazione di Mad Men, invece, il network AMC assunse un ruolo esemplare tra i network via cavo più popolari.

Ma veniamo a noi. La sequenza d’apertura ci mostra una silhouette nera in abito maschile, che entra in ufficio, fa due passi e nel momento in cui posta la sua valigetta a terra il suo ufficio si sbriciola sotto i suoi piedi dando il via alla discesa tra slogan e pubblicità. Vediamo l’uomo scivolare tra immagini di donne sensuali, liquori, famiglie felici ed anelli di fidanzamento fino ad arrivare alla fine in cui si ritrova seduto su un divano con una sigaretta tra le dita.
Analizzando la sigla possiamo notare come l’uomo, immagine stilizzata del protagonista della serie, scivola tra immagini che simboleggiano il sogno americano degli anni ’60, ovvero il desiderio di una famiglia amorevole, di anelli nuziali e donne attraenti. Ma allo stesso tempo, tra queste immagini spuntano anche alcune viziose come gambe femminili nude e liquori. E sono forse queste ultime due immagini che ci anticipano qualcosa sulla caratterizzazione del protagonista: Don Draper.

Nel momento in cui la sagoma nera attraversa queste due pubblicità, esse si muovono come ad interagire con lui. Don Draper, infatti, nel corso della serie, sarà perennemente in bilico tra il suo sogno di una famiglia perfetta con una moglie sorridente e il suo lato oscuro fatto di amanti ed alcool.
Ma come è nata questa sequenza d’apertura?
Nell’intervista realizzata da Ian Albinson, il produttore Cara McKenney ed i direttori creativi Steve Fuller e Mark Gardner, possiamo trovare le risposte a questa domanda.
Inizialmente, il creatore Matthew Weiner, presentò a quest’ultimi la puntata pilota accompagnata da una bozza di come sarebbero dovuti essere gli opening credits secondo lui. La sua idea era quella di mostrare un uomo che entrava nell’edificio in cui lavorava, entrava in ascensore, arrivava all’ultimo piano ed entrato nel suo ufficio si gettava dalla finestra.

Weiner diede delle direttive specifiche su come dovesse essere il risultato finale, come spiega Steve Fuller nel corso dell’intervista: «Sai, non è solo uno spettacolo sulla pubblicità negli anni ’50 e ’60, riguarda la vita e la cultura americana». Ed effettivamente la parte più complicata per i direttori creativi che ci hanno lavorato è stato proprio ambientare la sequenza negli anni ’60 senza però scendere troppo nel particolare. Il progetto che Weiner aveva in mente era più un «aggiornamento di Saul Bass».

Effettivamente i riferimenti all’egregio lavoro di Bass sono molteplici, come ad esempio gli edifici sullo sfondo della sigla di Mad Men è possibile paragonarli a quelli della sequenza d’apertura di North by Northwest, oppure il modello tipografico per il logo è un chiaro rifermento al logotipo di Vertigo, ma anche, e soprattutto, alla scena onirica dello stesso film (disponibile dal 22 maggio su Netflix).

Tornando alle difficoltà che hanno incontrato i direttori creativi nella realizzazione di questa sigla, come abbiamo già detto, uno dei principali problemi fu disegnare le pubblicità in cui precipita il protagonista.
«Volevamo usare annunci reali, ma pensavamo di non poterlo fare, quindi abbiamo iniziato a fabbricarne alcuni.» Questo è quello che dichiara Mark Gardner, durante l’intervista pubblicata sulla rivista Art of Title. Fortunatamente, però, riuscirono ad ottenere i diritti per lo sfruttamento di alcune immagini, diventando protagoniste della sequenza d’apertura più riuscita da sempre.

E la musica? Che ruolo assume?
Inizialmente i titoli di testa erano destinati ad un brano che sarebbe dovuto essere scritto da Beck, il quale però rifiutò i contratti con i creatori dello show poiché riteneva uno spettacolo sui dirigenti della pubblicità anni ’60 troppo noioso.
Un giorno però Matthew Weiner, mentre guidava, ascolta casualmente il brano iconico della serie alla radio e grazie all’aiuto del suo assistente riuscì ad identificare il titolo: A Beautiful Mine di DJ RJD2 e del rapper Aceyalone.
La versione originale fu smontata e riorganizzata dai creatori dello show per poterla adattare meglio ai titoli di testa realizzati, e grazie a quest’ultimi, il brano riuscì ad avere successo.
Nelle mani dei creatori, il brano tagliato per gli opening credits, cambia ritmo tre volte nel corso della sequenza, come a voler sottolineare determinate fasi della caduta di Don Draper. La sequenza inizia con un ritmo calmo e rilassante, quasi impercettibile che presenta al suo interno tutta l’atmosfera che sta rappresentando, ovvero gli anni ’60.
Il secondo tema musicale che sentiamo, dopo i primi 10 secondi dall’inizio, è caratterizzato da un forte riempimento di tamburi. Il ritmo più moderato lascia spazio ad un ritmo più moderno, simbolo del femminismo, dei diritti civili, del progresso di quegli anni. Verso la fine sembra quasi che la tensione sia in aumento, siamo vicini al termine della caduta, non sappiamo se Don Draper sopravvivrà o no alla caduta.
Infine, la sequenza si chiude con l’ultimo tema musicale in cui tutto si affievolisce, tutto è più leggero, il protagonista si è salvato ed ora si riposa comodamente su un divano con in mano una sigaretta, Lucky Strike naturalmente.
In conclusione, osservando questa sigla una domanda ci sorge spontanea: la caduta di Don Draper simboleggia la sua vita incerta e la sua carriera in bilico? È un’anticipazione su come finirà lo spettacolo?
Avete tempo fino al 9 giugno per scoprirlo.

Di Viviana Orlandini


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